La magia esiste… “Joyland” di S. King

stephen-king

Lo aveva confidato ai suoi lettori fin dalle prime opere, il segreto che le avrebbe percorse tutte: “Ragazzi, la magia esiste.” La magia nera della violenza, della codardia e dell’ ottusità, che si annidano ed esplodono nella sonnolenta vita quotidiana di provincia, ma anche quella bianca del primo o dell’ ultimo amore, del valore unico celato anche nell’ ultimo dei perdenti, dell’ amicizia, e della fantasia, perché se “per diecimila contadini medievali che creano i vampiri credendoli reali, ce ne può essere uno- probabilmente un bambino- che immaginerà il paletto necessario ad ucciderli”; ed è ancora una volta su questi due binari che corre l’ ultimo, lirico romanzo di Stephen King, ambientato in una di quelle zone di confine che già per un altro “mago” della narrativa americana come Bradbury era per sua natura laddove, nella vita di molti, si incontrano il quotidiano e lo straordinario: un parco giochi sulla costa battuta dai tornado autunnali. È appunto a Joyland che negli anni settanta- “quando c’è in ballo il passato, tutti diventiamo romanzieri”- arriva come lavoratore stagionale uno studente universitario dal cuore ferito per la prima storia andata male- “Io non credo si possa mai superare del tutto la ferita inferta dal primo amore, e che essa non smetta mai di bruciare. Una parte di me vuole ancora sapere che cosa avessi di sbagliato. Che cosa mi mancasse. Ormai ho sessant’anni, i capelli grigi, sono sopravvissuto a un cancro alla prostata, ma morirei puri di capire perché non andassi abbastanza bene per Wendy Keegan”- ma quella che pareva una parentesi estiva si rivela ben presto l’ ingresso in un mondo tutto suo, fatto di cartomanti ebree- “una specie di Bela Lugosi con le tette”- che ogni tanto, misteriosamente, ci azzeccano per davvero e tecnici del suono con la bombetta inclinata e sempre allegri, vecchi scorbutici, ed una “parlata” per cui “bruciare la vigna” è darsela a gambe levate dopo aver spennato i “frolloconi… bei conigli frolli che adorano divertirsi, saltando da una giostra all’ altra.” Un mondo che comprende le matte risate degli ottovolanti, le giostre dei cavalli ed i bambini che ballano assieme ai mimi, ma anche le urla del tunnel dell’ orrore, dove un delitto fu consumato per davvero, e si dice aleggi lo spettro della ragazza uccisa, l’ ultima preda di un serial killer che, forse, al pari di un leone silenzioso, non è poi così lontano. Un parco giochi che è, in fondo, metafora per King della vita stessa e della suo tentativo da sempre di raccontarla: “da ventunenne, la vita è come una cartina stradale. Solo quando arrivi ai venticinque o giù di lì, cominci a sospettare di averla guardata capovolta, per poi esserne certo intorno ai quaranta. Arrivato ai sessanta, fidatevi, capisci di esserti perso nella giungla.” Le poche indicazioni sicure contro le svolte davvero sbagliate e le belve in agguato restano quelle di sempre, quelle che gli assassini- ed altri tipi più subdoli di criminali- disprezzano, come la capacità di incontrarsi e condividere, di divertire e divertirsi, suggellando così una strana “banda” cui possono partecipare affittacamere che rimpinzano di cibo e donne chiuse nel dolore, la prima notte d’amore ed i falò con gli amici in riva la mare, l’ umorismo triste di chi è troppo debole per muoversi e ti ringrazia per avergli evitato di finire con la testa nella tazza del bagno, e dove perfino il confine tra la vita e la morte non è più una barriera invalicabile ed un aiuto può giungere da dove meno te lo aspetteresti: la magia bianca  che può aleggiare sul sorriso di un bambino irrimediabilmente malato che, in visita al parco, si vede aprire i battenti da un vecchio giostrante gentiluomo, il quale si china elegante come un gran ciambellano e domanda: “Noi vendiamo divertimento. Ne vuoi un po’?”

Per gentile concessione de “Il Foglio”

2 pensieri su “La magia esiste… “Joyland” di S. King

  1. The Dive

    A questo punto non mi resta che leggere il libro…
    caspita mi è venuta la pelle d’oca…
    La magia…. È quella che ci fa battere ancora il cuore..
    Klay

  2. Matteo

    Io di King ho letto solo Cuori in Atlantide e mi ha f… il cervello.
    Il mondo è veramente colato a picco e forse era meglio non saperlo.
    Però questo quasi quasi…

    Grazie per il blog.
    MD

I commenti sono chiusi.